NATI PER RISPLENDERE
NATI PER RISPLENDERE evento di arte contemporanea sui valori olimpici e visione condivisa.
del Collettivo Artemisia 5 artiste
composto da Rita Carelli Feri, Pea Trolli, Francesca Bruni, Renata Ferrari, Emanuela Volpe
Con il riconoscimento di Olimpiade Culturale – Milano Cortina 2026 a cura di Federico Caloi.
A Milano nello Spazio Seicentro, Piazza Enrico Berlinguer, Via Savona, 99, 20144 Milano MI
Dal 5 al 13 Febbraio 2026
Inaugurazione: giovedì 5, ore 18.30
In occasione dell’anno olimpico, Nati per risplendere propone un progetto espositivo e performativo che intreccia arte, gesto e valori fondativi dello sport: rispetto, disciplina, solidarietà, competizione come crescita, fratellanza tra i popoli.
La mostra è costruita attorno al lavoro del collettivo Artemisia 5 artiste, che da anni condividono una pratica artistica fondata sul dialogo, sulla differenza come risorsa e sulla responsabilità del fare insieme.
Il cuore del progetto è un’installazione composta da cinque figure dipinte, corpi-simbolo che rimandano idealmente ai cinque continenti olimpionici: una metafora visiva della pluralità culturale che i Giochi Olimpici rappresentano, e insieme un richiamo alla dimensione universale dell’esperienza umana. Non un inno alla vittoria come dominio, ma alla vittoria come superamento di sé, come atto di consapevolezza e di misura.
Accanto all’installazione, il progetto si sviluppa come percorso culturale articolato, con performance, workshop, incontri e talk pubblici che indagano il rapporto tra arte, gesto atletico, percezione del corpo e costruzione dell’identità.
Grazie al lavoro curatoriale e istituzionale che ha accompagnato la nascita del progetto, Nati per risplendere è stato accolto nel programma culturale dei Giochi di Milano–Cortina 2026, entrando a far parte dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, programma culturale dei Giochi.
PROGRAMMA (estratto)
- Giovedì 5 — ore 18.30: Inaugurazione
- Venerdì 6 — ore 18.30: “ARTEMISIA, il gesto e la gloria” di Cristina Muccioli , Teorica dell’arte, Art Critic e Curator.
- Sabato 7 — ore 16.00–18.00: workshop “foglia d’oro”con Francesca Bruni
- Domenica 8 — ore 16.00–18.00: performance del collettivo Artemisia 5
- Lunedì 9 — incontro “La luce nell’arte” con Davide Cartesio,Visual Artist Juorney
- Martedì 10 e Mercoledì 11 — talk a cura di Federico Caloi critico e curatore:
brevi interventi sul rapporto tra Olimpiadi, arte e società - Giovedì 12 — Finissage: Lo stimolo del vero, infinite visioni con Artemisia 5
DAL TESTO CRITICO DI FEDERICO CALOI
“La competizione, quando è autentica, non separa: mette in relazione.
Nell’arte come nello sport, ciò che conta non è sconfiggere l’altro, ma misurarsi con il proprio limite, riconoscere la propria fragilità, trasformarla in gesto consapevole.”
DAL TESTO CRITICO DI CRISTINA MUCCIOLI
“Le Artemisie lavorano su un’idea di figurazione che non cerca l’eroe, ma l’essere umano nel suo farsi, nel suo tentativo. È in questo spazio che l’immagine diventa etica, prima ancora che estetica.”
TESTI CRITICI INTEGRALI
Segue: Testo critico di Cristina Muccioli
Segue: Testo critico di Federico Caloi
TESTO CRITICO — Cristina Muccioli
Il Gruppo Artemisia, collettivo di artiste dedite al linguaggio figurativo, rinnova con questa esposizione il proprio impegno nella ricerca estetica sulla figura umana. Ispirandosi alla determinazione e alla maestria della grande Artemisia Gentileschi, le artiste offrono una prospettiva femminile e contemporanea su un tema – quello della competizione olimpica – che affonda le sue radici nell’antichità classica che ha plasmato l’Occidente, e che ancora oggi riverbera la cura di un corpo vivo e vivente in azione, anche nelle posture e nei gesti più emblematici e statuari che ne fanno icone celebrative e inaugurali. Per Cristina Muccioli, Teorica dell’arte, “in questa mostra le artiste restituiscono, con intuizione creativa, l’istante in cui lo sforzo fisico si trasforma in bellezza pura. Il Gesto e la Gloria non è solo una celebrazione dello sport, ma un tributo alla capacità del corpo umano di farsi arte e mito. Nell’antico legame tra i Giochi e l’Olimpo, la neve e il ghiaccio diventano scenari di una lotta senza tempo, dove il dinamismo dello sci, la precisione del pattinaggio e la potenza della velocità vengono fissati sulla tela o sulla carta, rendendo eterno, e dunque divino, il gesto effimero della competizione. Nella purezza del ghiaccio e nella verità del segno, Artemisia celebra la lealtà: quella nobile sfida in cui la gloria non risiede nel superare l’altro, ma nel superare sé stessi con onestà e rigore”.
TESTO CRITICO — Federico Caloi
Nati per risplendere. Sul gesto, sul limite, sulla relazione
C’è un punto preciso in cui il corpo smette di essere soltanto materia e diventa linguaggio. È il punto in cui il gesto, ripetuto, disciplinato, ascoltato, si trasforma in forma. È qui che sport e arte smettono di appartenere a mondi separati e cominciano a parlarsi: entrambi sono pratiche del limite, esercizi di attenzione, tentativi di dare ordine all’energia.
Nati per risplendere nasce dentro questa zona di confine, dove la competizione non è antagonismo ma misura, e la vittoria non è dominio ma consapevolezza. L’atleta e l’artista condividono una stessa tensione: non contro l’altro, ma verso una versione più esatta di sé.
Il collettivo Artemisia lavora da tempo su un’idea di pittura che rifiuta l’isolamento dell’autorialità per costruire una pratica condivisa. Cinque voci, cinque sguardi, un unico processo. In un’epoca che esalta la prestazione individuale, questa scelta è già una presa di posizione: la qualità nasce dal confronto, dalla frizione, dall’ascolto reciproco. Non esiste crescita senza relazione.
L’installazione a cinque figure, che rimanda simbolicamente ai cinque continenti, non è una semplice citazione iconografica del mondo olimpico, ma una metafora della condizione contemporanea: identità plurali, storie che si intrecciano, differenze che non chiedono di essere cancellate, ma comprese. È in questo spazio che la fratellanza smette di essere parola astratta e diventa pratica quotidiana.
Il riferimento alla frase di Nelson Mandela — “Siamo tutti nati per risplendere” — non è retorico. Qui la luce non è spettacolo, ma responsabilità: risplendere significa esporsi, mettersi in gioco, accettare la fatica del confronto. Significa riconoscere che la forza autentica non è quella che schiaccia, ma quella che sostiene.
Non è un caso che questo progetto trovi casa nel contesto della Olimpiadi Culturali Milano–Cortina 2026. I Giochi, prima ancora che evento sportivo, sono un dispositivo culturale: raccontano chi siamo, come ci rappresentiamo, quali valori scegliamo di rendere visibili. In questo senso, il lavoro che ha permesso a Nati per risplendere di entrare nel programma ufficiale non è soltanto un riconoscimento istituzionale, ma un’assunzione di responsabilità: affermare che l’arte non è cornice, ma parte attiva della costruzione del senso collettivo.
Questa mostra non chiede di essere guardata come un insieme di opere, ma come un campo di forze: corpi, segni, gesti, idee che dialogano. Qui la gloria non è un podio, ma un processo. E la competizione, quando è vera, non separa: mette in relazione.
comunicato stampa dell’evento Milano today


